In base a un processo nettamente paranoico e’ stato possibile ottenere un’immagine doppia, cioe’ la rappresentazione di un oggetto che, senza la minima modifiazione figurativa o anatomica, sia al tempo stesso la rappresentazione di un altro oggetto assolutamente diverso, spogliato anch’esso da qualsiasi genere di deformazione o anormalita’ che un qualche arrangiamento protrebbe nascondere.
Il 12 e il 19 Agosto su RadioArte e’ andata in onda la serie completa Etere in occasione del Chigiana International Festival 2026 nel ciclo “Isole” dedicato al Radio-sound-transmission art
RadioArte si puo’ ascoltare su www.radioarte.it mentre la serie Etere la potete trovare su Bandcamp
Noise I Am a film by Max Scordamaglia music, editing, director Max Scordamaglia help operator Elisa Goretti
Il lo-fi e’ stato l’incipit del progetto. Non e’ tanto la bassa qualita’ ad affascinarmi, che peraltro di recente fa pure figo, quanto un ritorno ad una dimensione piu’ vicina alla quotidianita’, la consapevolezza che il digitale e’ riduzione non esaltazione del reale, il rumore come unica esperienza possibile laddove il tendere alla perfezione significa entrare in una sfera immaginaria e impossibile. Che ne dicano i padroni del mondo, e’ l’imperfezione a renderci vivi e unici, il graffio, il grigio, l’ammaccatura che distingue i giorni gli uni dagli altri, gli individui diversi tra loro.Vorrei che il film fosse visto in questo modo…
In uno slancio di estrema generosita`, abbiamo appena postato su Youtube “Incommensurabile divario”, brano nuovissimo e inedito di Post Contemporary Corporation; declamato da Valerio Zecchini su eccellente tappeto sonoro diMassimiliano Scordamaglia, video di Paolo Romero realizzato dal vivo qui a Greenbelt, Makati. Come ha avuto modo di dichiarare in anteprima il noto critico Edoardo Dottilio Pistolesi:”Con questo nuovo pezzo Post Contemporary Corporation intraprende una decisa svolta rispetto alla produzione precedente e, malgrado siano attualmente di stanza nelle Filippine, si incamminano con determinazione verso una situazione sonica fortemente nordica, oserei dire quasi finnica”.
Ho voluto orchestrare l’orchestra come fosse un solo corpo, un solo strumento mentre il suono si muove e cambia, ruota eppure resta immobile. E’ un brano unico eppure sono sei perché la soluzione di continuità è dentro di noi.